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Una domenica a DegustamondoLat: ecco cosa vi aspetta!

In Home, Laboratorio Interculturale News, News by Enrica Stellatelli

Un pizzico di Sicilia, una manciata di Livorno, una spolverata di Turchia e una stecca di mondo arabo: Degustamondolat   è pronto!  Uno sguardo ad alcune ricette 2016 in attesa delle vostre specialità targate 2017.

Cosa potete aspettarvi da una domenica a Degustamondolat2017? Niente di più e niente di meno di uno straordinario viaggio attraverso profumi che partono da terre lontane e si danno appuntamento a Le Sieci; un viaggio attraverso forme e colori che vi cattureranno per l’armonia e la perfezione degli ingredienti. Potrete allora veder danzare, su un letto di cipolla rosolata, tocchetti di polpo e seppie piroettanti in un tripudio di code di rospo, calamari e scorfano mentre fa il suo ingresso trionfale lo scampo succulento. Ecco così servito, per i palati più esigenti, l’unico e inimitabile cacciucco livornese. Dal balletto tosco-marinaro alle sinfonie siciliane di ricotte, canditi, zucchero e fiori d’arancio per quello che già Cicerone decantava come il “cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo”. Una ‘tradizionale’ degustazione di cibi etnici, potreste affermare voi, con una punta di scetticismo. Niente affatto, replico io: non solo le papille gustative andranno in visibilio, ma la vostra curiosità sarà stuzzicata da una quantità sorprendente di racconti appassionati, che vi faranno conoscere particolari inimmaginabili.

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Sapete, ad esempio, quale vino deve accompagnare il cacciucco? Vediamo se indovinate. E sapevate che secondo alcune tradizioni il nome della pietanza deriva dal termine turco ‘küçük’, indicante appunto scarti di piccole dimensioni con i quali si compone la zuppa, mentre secondo altre tradizioni si trattava del cibo dato per sfamare gli schiavi che vogavano a bordo delle galere cinquecentesche? E se avete tra le dita un ghiotto cannolo siciliano, fermatevi un momento: vi voglio sbalordire facendovi notare come la tradizione indichi le zone limitrofe di Caltanissetta quale luogo di provenienza della ricetta originale, realizzata dalle mani abili delle suore di un convento di clausura. Ma, ancora più sorprendente, è che l’etimologia di Caltanissetta rimanda alla matrice araba ‘Kalt El nissa’, letteralmente il castello delle donne, il luogo cioè dove i saraceni convogliavano i propri harem. All’interno di essi, le donne si dedicavano alla preparazione di cibi di vario genere. Quando si dice il meticciamento culturale che vive anche nei sapori che amiamo! L’anno passato ho assaggiato in estasi i sapori di paesi così lontani, cercando avidamente le mani e i volti che quelle bontà avevano realizzato. Ho letto rapita le curiosità riportate sopra e le ricette meticolosamente ricostruite, cogliendo l’orgoglio verso le proprie origini, il desiderio di donare una parte di sé, dei propri ricordi che vivevano in un ‘semplice’, ricchissimo piatto. A volte poche parole diventano poesia e dischiudono universi di esperienze ricchi di nostalgia e bellezza. La pasta di mandorle, così leggera e friabile diventa allora “il ricordo della spuma del mare di Sicilia”, e “i prodotti tipici siciliani rispecchiano la generosità, la ricchezza, la solarità del popolo di questa meravigliosa isola italiana”. E se è vero che, come afferma un anonimo rispondendo alla domanda di cosa rappresenti per lui il cannolo siciliano “mi rispiaci ma nun si po’ discriviri cche paroli!!!! (spiacente ma un si puole descrivere a parole!!!!!!)”, è altrettanto vero che Degustamondolat diventa una finestra apertissima su mondi vicini e lontani che aspettano di essere scoperti attraverso la curiosità del palato e della mente. Si tratta, cioè, di un’esperienza che richiede la voglia di aprirsi all’altro e di accogliere la sua storia unica, racchiusa in un piatto che proprio per questo è ancora più prezioso e succulento.

Alessia Belli

Vi abbiamo presentato alcune ricette 2016,  compilate secondo il format che vi inviatiamo a scaricare e a inviare a:

Il  capo cantiere
Il responsabile dell’ufficio soci (335 7584470 – ufficio.soci@cooplat.it)
La responsabile del comitato soci Firenze (l.conti@cooplat.it)
Componente del comitato soci di Firenze (s.amato@cooplat.it)

E adesso,  tutti a cucinare!  E a raccontare…..