Cooplat si rafforza: il fatturato cresce del 17%, stabile l’occupazione con 2800 lavoratori.

In 70 anni, Home, News by Enrica Stellatelli

cooplat.30.06.16

Lo scorso 30 giugno in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento, insieme al sindaco Dario Nardella, a tanti ospiti e soci, abbiamo presentato il nostro Bilancio 2015 e rinnovato il Cda, il Collegio dei Sindaci revisori e i Comitati soci, che rimarranno in carica fino al 2019. Come ormai avviene dal alcuni, al termine dell’Assemblea generale dei delegati per l’approvazione del Bilancio 2015 abbiamo anche presentato il nostro report sociale.

Venendo ai numeri, il fatturato della cooperativa è cresciuto nel 2015 del 17%, passando dai 91,9 milioni di euro a 108 milioni. Se si guarda il triennio, l’incremento tocca quasi il 30%. L’occupazione si mantiene stabile, con oltre 2.800 lavoratori, di cui oltre la metà sono soci. Lo zoccolo duro dei ricavi, della forza lavoro e del corpo sociale è in Toscana, dove si registrano 67 milioni di fatturato e sono impiegate 1.738 persone di cui 1.119 soci. Se il 2015, come dimostrano i dati si è chiuso con il segno “più”, anche l’anno in corso è partito con il piede giusto per Cooplat. Per il 2016, infatti, l’azienda può dire di avere già in portafoglio un importante “tesoretto” che ammonta a 104 milioni di euro. È in particolare l’ecologia a spingere la crescita di Cooplat: i ricavi nel settore sono passati nel giro di un anno da 33 a 47 milioni di euro, grazie all’avvio dell’attività nella Toscana meridionale dove Cooplat è partner di Sei Toscana, gestore unico per l’Ato sud.

“Il rafforzamento della cooperativa messo in luce dai dati di esercizio è il miglior regalo che potevamo farci per il nostro 70esimo anniversario e ci consente di guardare avanti con rinnovata fiducia – dice il Presidente Fabrizio Frizzi, appena riconfermato in carica.  Ci proponiamo ai nostri interlocutori, sia nel pubblico che nel privato, sempre più con l’approccio del partner anziché del semplice fornitore di servizi, offrendo qualità del lavoro e lavoro qualificato. Merito di una politica aziendale scrupolosa che ha saputo tenere la cooperativa al passo con i tempi, semplificando i processi industriali, riorganizzando attentamente i sistemi gestionali e investendo nell’innovazione tecnologica. Tutto ciò senza mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo, senza mai accantonare i principi di partecipazione, solidarietà e mutualità, l’attenzione alla persona prima ancora che al lavoratore, che sono le nostre radici. Siamo convinti che occorra essere una buona impresa per fare buona cooperazione”.

“Tra Firenze e il mondo della cooperazione, quindi anche con Cooplat – è il commento del sindaco Dario Nardella – c’è grande collaborazione, quasi una sorta di fusione. In città, infatti, sono nate e cresciute alcune delle più importanti cooperative che abbiamo in Italia nel campo dei servizi, del turismo, dell’economia, del lavoro e della cultura. E non è un caso, perchè la nostra città ha sempre avuto una grande attenzione verso le relazioni umane. Nelle cooperative si sta insieme prima di tutto per uno scopo sociale e basandosi su questo principio si riescono a raggiungere risultati importanti come dimostra l’esperienza di Cooplat. I valori della cooperazione sono un grande patrimonio sociale e culturale del nostro Paese e vanno difesi”.

Numerosi e di grande interesse gli ospiti intervenuti per la presentazione del nostro Bilancio sociale 2015.

Con Silvia Givone della Cooperativa fiorentina Sociolab abbiamo parlato di partecipazione e abbiamo presentato la nostra recente iniziativa di Open Space Technology,  che nel mese di aprile ha coinvolto oltre cento soci in un confronto sul futuro della cooperativa.

Con Alessia Belli, della scuola San’Anna di Pisa, abbiamo invece fatto il punto sulla formazione, attualmente in corso, che coinvolge un gruppo di capi commessa e capi cantiere sul Diversity management, ovvero sull’interpretazione e la gestione delle diversità di orientamento sessuale, genere, religione, cultura ed età sul luogo di lavoro.

La giornata è stata anche l’occasione per rinnovare l’accordo con il centro antiviolenza Artemisia onlus, alla presenza della presidente Teresa Bruno.

L’intesa, siglata nel 2014, è volta a favorire in Cooplat l’inserimento lavorativo delle donne maltrattate. La prima fase sperimentale ha portato all’assunzione a tempo indeterminato di tre donne, tutte con figli a carico, faticosamente uscite da storie di maltrattamenti familiari e che grazie alla loro nuova occupazione in cooperativa, dove sono impegnate per lo più nel settore delle pulizie e dell’igiene, hanno potuto lasciare la casa rifugio di Artemisia e riacquistare una indipendenza anche economica che le ha rese di nuovo autonome e padrone della loro vita.

Rassegna stampa del 30.06.2016